Sotto il sole della Toscana, weekend d’arte ad AREZZO

Terra di poeti, di artisti, di parolieri e di scrittori, Arezzo ha dato i natali a tanti personaggi illustri della nostra storia passata e recente. Da Guido monaco, colui che – per semplificare – diede il nome alle note musicali, al sommo Francesco Petrarca, da Giorgio Vasari al “lussurioso” Pietro Aretino, passando per il conduttore e autore tv Gianni Boncompagni fino al giornalista Andrea Scanzi. (C’è anche un caffè che porta il suo nome, si trova nel menù del “Coffee O’ Clock”, una caffetteria su Corso Italia assolutamente raccomandata).

Arezzo ha origini antichissime e conserva un patrimonio artistico e culturale incredibile non troppo noto. A livello turistico patisce infatti, almeno secondo me, la concorrenza delle vicine Siena e Firenze, sua storica rivale. Il che, dopotutto, è un vantaggio per noi community dei viaggiatori, perché la rende rispetto alle altre sorelle toscane più abbordabile economicamente e più godibile.

Per vedere le sue bellezze principali è sufficiente un weekend, basta organizzarsi bene con i tempi. Io ho acquistato il biglietto cumulativo comprendente l’ingresso alla Basilica di San Francesco, al Museo Archeologico Nazionale Gaio Clinio Mecenate e al Museo di Casa Vasari. Esclusa la casa del Petrarca, il resto è totalmente gratuito!

Palazzo Pretorio
                                                                                                                                                    Palazzo Pretorio

Casa-Museo Giorgio Vasari

Per chi mastica un po’ di storia dell’arte (ma spero non solo), il nome di Giorgio Vasari non può che essere familiare. Viene principalmente ricordato per la sua opera “Le Vite” e quindi per la sua attività di storico e storiografo, ma spesso viene tralasciato il fatto che, da vero uomo dal Rinascimento, fu anche pittore e architetto. Nacque ad Arezzo, dove si formò e visse a fasi alterne e dove, sotto il governo di Cosimo I de’ Medici, lavorò a una grandiosa opera di ristrutturazione della città. Senza di lui Arezzo non sarebbe la stessa.

Oggi la casa del Vasari in Via XX Settembre è divenuta un museo e camminando sotto le volte affrescate delle sue stanze si respira tutto l’amore, la dedizione e il raffinato gusto manierista che l’umanista impiegò nel decorarla. Ogni sala ha un tema specifico (Camera di Apollo e delle Muse, Camera di Abramo, Stanza del Trionfo della Virtù) – ce ne parla lui stesso nella sua “Autobiografia” – e il percorso termina in un giardino sopraelevato. La visita a questo luogo ci restituisce un’immagine più completa del Vasari che supera la definizione di “biografo degli artisti”.

Piazza Grande

Scoscesa come Piazza del Campo a Siena, ma più irregolare e variegata stilisticamente, Piazza Grande racchiude in sé un pezzetto di ogni epoca che la città ha attraversato a partire dal medioevo. Gli edifici merlati con i caratteristici ballatoi in legno che delimitano l’area a sud-ovest risalgono infatti al XIII secolo. Eppure basta voltargli le spalle per ritrovarsi catapultati in pieno Cinquecento con il vasariano Palazzo delle Logge, il quale domina elegantemente il lato più alto della piazza, il Palazzo di Fraternità – un misto di stile gotico e rinascimentale – e poi ancora nel XVIII sec. con il Palazzo del Tribunale. Una parentesi compatta e severa rotta dall’abside semicircolare della Chiesa di Santa Maria della Pieve, il cui ingresso si affaccia su Corso Italia.

Piazza Grande fa da cornice inoltre alla Fiera Antiquaria ogni primo weekend del mese e alla festa più caratteristica e amata in città, la Giostra del Saracino. Si tratta di un torneo equestre di origine medievale che si tiene due volte all’anno: nel giorno del patrono San Donato, a giugno, e nel giorno della Madonna del Conforto, a settembre.

Per chi volesse saperne di più all’interno del Comune di Arezzo nella sala della Giostra del Saracino è stato allestito un percorso espositivo che descrive la storia del torneo, i costumi e i ruoli dei figuranti.

Piazza Grande
                                                                                                                                                        Piazza Grande

Basilica di San Francesco

Cappella Bacci, Basilica di San Francesco
Cappella Bacci, Basilica di San Francesco

La Basilica di San Francesco di Arezzo è presente su tutti i libri di storia dell’arte per un motivo ben preciso: per la presenza al suo interno di quel capolavoro delle “Storie della Vera Croce” di Piero della Francesca. Questo ciclo di affreschi occupa la cappella maggiore della chiesa, la Cappella Bacci, e ne fa parte il celeberrimo “Sogno di Costantino” (in basso a destra).

Per la visita alla Basilica la prenotazione è obbligatoria. Al momento dell’acquisto del biglietto viene richiesto di selezionare la data e l’orario. Ogni turno conta 25 persone e dura 30 minuti circa. È opportuno presentarsi in biglietteria 15 minuti prima per il ritiro del ticket.

Museo Archeologico Nazionale

arezzo copia panorama
                                                                                                                                               Anfiteatro Romano

I musei archeologici in genere non corrispondono alla mia “cup of tea”, non lo nascondo, ma sono convinta che gli appassionati e gli esperti del settore sapranno apprezzare questo museo che è davvero molto ricco e ben tenuto. Merita di essere ascoltata e conosciuta la storia dell’adiacente anfiteatro romano, riportato alla luce e restaurato nella sua interezza nel secolo scorso. È stato rilevato infatti, durante gli scavi, che la sua dimensione doveva essere di poco inferiore a quella del Colosseo ma il destino e l’azione dell’uomo hanno voluto che non arrivasse intatto fino a noi.

In questo museo i bambini sono i benvenuti, a guidarli nella visita c’è Gaio, un gatto togato con la sua mappa tutta da colorare. A ciò si aggiungono le tante attività didattiche organizzate per avvicinarli al mondo dell’archeologia.

Per chi volesse proseguire il viaggio nell’arte aretina, nel Palazzo della Dogana si trova il Museo d’Arte Medievale e Moderna che conserva pezzi provenienti da varie collezioni, dipinti del Vasari, opere di Luca Signorelli e altri artisti della zona.

Cattedrale dei Santi Pietro e Donato

Soggiornare ad Arezzo e non fare visita alla santa dimora del patrono è proprio una scortesia! La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato svetta sul punto più alto della città, che è tutta un saliscendi di discesette e salitelle. La struttura poggia su una sorta di basamento ed è il frutto di svariati rimaneggiamenti succedutisi tra il ‘200 e i primi del ‘900. Tra le sue mura custodisce opere di grande valore come la Maddalena di Piero della Francesca, una serie di terracotte di Andrea della Robbia, splendide vetrate e l’Arca marmorea di San Donato. Alzando lo sguardo si può osservare poi la volta affrescata della navata centrale, mentre sul lato sinistro, al di là una cancellata, si apre la Cappella della Madonna del Conforto.

Fate un salto alla vicina Chiesa di San Domenico nella quale è conservato un crocifisso ligneo dipinto da Cimabue, opera capitale del Duecento italiano. Oppure concedetevi una passeggiata nella Fortezza Medicea, a cui si accede dal vasto parco alle spalle della Cattedrale.

I luoghi de “La vita è bella”

“Maria, la chiave!”… “Buongiorno principessa!”… sono tutte battute del film che valse l’Oscar come migliore attore protagonista (oltre a quello come miglior film in lingua straniera) a Roberto Benigni, “La vita è bella”. E sono tutte relative a scene della pellicola girate proprio in quel di Arezzo.

Il centro storico aretino è stato scelto come set per gran parte delle riprese e in città troverete vari cartelli con indicate le diverse location da cercare come in una sorta di caccia al tesoro cinematografica. Dalla già citata Piazza Grande alle logge vasariane, passando per il Caffè dei Costanti a Piazza della Badia. Ripercorrere questi luoghi può essere un modo divertente e alternativo per scoprire Arezzo e i suoi tesori. (In fin dei conti, se si tratta di un weekend all’insegna dell’arte, perché escludere il cinema?)

 

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