A spasso per COPENAGHEN, maestra Unesco dell’architettura

Che Copenaghen sia la regina europea della prima arte – l’architettura – non è una novità. A conferma di ciò, è arrivata anche la nomina dell’UNESCO a Capitale mondiale dell’architettura. Un titolo più che meritato di cui sarà ufficialmente investita nel 2023 in occasione del Congresso mondiale degli architetti.

Per rendersene conto, comunque, non serve conoscere i dieci libri del trattato di Vitruvio o avere un occhio particolarmente esperto. Basta fare una passeggiata in città e, magari, avere un paio di dritte su dove e cosa cercare. Eccovi allora in soccorso la mia lista delle architetture antiche e moderne di Copenaghen da non perdere e alcuni angoli nascosti, perfetti per le foto da mostrare sui social!

Il complesso funzionalista del Dronningegården

Lungo la Dronningens Tvaergade – la strada che collega Amalienborg e il castello di Rosenborg – si apre un peculiare complesso residenziale, il Dronningegården.

È il risultato di un lavoro di rinnovamento urbano dei bassifondi della capitale danese durato quindici anni e si presenta come un insieme di 4 edifici disposti attorno a uno spazio centrale. I mattoncini di colore rosso (per il rivestimento esterno), giallo (per l’interno del balconi e le rifiniture), la trama ornamentale a stelle, insieme alla serie simmetrica delle piccole finestre creano un effetto ottico straniante, non privo di monumentalità.

Il complesso risale agli anni ’40-’50 del Novecento e non è molto noto, ma incarna a pieno i principi del funzionalismo nordico: quello dell’estetica piegata all’efficienza e alla massima inclusione col contesto circostante.

Il Den sorte Diamant

Più famoso e di più recente costruzione – siamo nella seconda metà degli anni ’90 – è il colosso neomoderno in granito nero che ospita l’ala nuova della Biblioteca Reale Danese. Al momento della sua inaugurazione l’opera, divenuta subito uno dei simboli di Copenaghen, è stata ribattezzata il “Diamante Nero” (Den sorte diamant) e con questo nome tutti sembrano ormai riferirsi all’edificio.

Der Sorte Diamant – atrio

Il collegamento con il corpo più antico della biblioteca è stato realizzato tramite dei corridoi trasparenti sospesi, ben visibili dalla strada.

Se osservata frontalmente, la struttura ha le sembianze di un compatto monolite iridescente inclinato verso sinistra. Attraverso un’enorme vetrata di circa 24 m di altezza, l’atrio si apre sul porto cittadino dando l’impressione di essere sospeso sull’acqua. La sensazione è accentuata dai sinuosi balconi presenti su ogni piano, che si allungano come onde verso il centro dell’edificio.

Der Sorte Diamant – corridoi esterni

Il Black Diamond, con le sue sale di lettura, l’auditorium, il ristorante, la libreria e i vari ambienti espositivi, è il luogo ideale in cui rifugiarsi in un giorno di pioggia. Da non perdere nelle vicinanze il DAC (Dansk Arkitektur Center) e, sulla sponda opposta, il Circle Bridge.

Gli alloggi storici del Nyboder

Le minuscole case in stile caserma del quartiere navale Nyboder ci riportano indietro nel tempo. Esattamente nel XVII-XVIII secolo, quando la rapida crescita della Reale Marina Danese spinse il re Cristiano IV a costruire una serie di abitazioni per il personale e per le loro famiglie. In origine, il distretto era separato dal resto della città, disponeva di un proprio ospedale, di scuole private e di una chiesa, tutt’ora presente. Gli alloggi erano forniti gratuitamente ai marinai in cambio del loro servizio.

La tinta giallo-arancione è il frutto di una ristrutturazione moderna. Un tempo infatti queste singolari casette di appena 40mq erano contraddistinte dai colori bianco e rosso, i colori nazionali della Danimarca.

Nyboder

Le case color pastello della Magstræde

La Magstraede è decisamente uno degli scorci urbani più iconici, instagrammabili e indimenticabili di Copenaghen!

La Magstraede è una delle strade più antiche della capitale danese. Più che atro si tratta di una breve arteria cittadina, non lontana dalla piazza del Municipio, che conserva ancora l’autentico aspetto cinquecentesco con l’inconfondibile pavimentazione in pietra. Le case dai colori pastello, le biciclette appoggiate ai bordi della strada, le vecchie insegne e i portoncini incassati lo rendono adatto agli scatti da postare sui social. E non a caso si è rivelato essere – insieme al Nyhavn Canal – uno degli angoli più fotografati di Copenaghen, ma sapete in origine cosa trovava posto in questa strada? La latrina pubblica.

Lo stile olandese dell’edificio della Børsen

Børsen

Dalla somma della torre del Palazzo di Christiansborg, la visuale cambia completamente e Copenaghen si srotola sotto i nostri occhi in tutto il suo verde splendore di tetti ramati, pale eoliche e gru. (Un chiaro segno del suo continuo sviluppo e cambiamento). Nella fattispecie si possono ammirare una serie di dettagli del tessuto urbano della città – canali, ponti – e di edifici, come l’antica sede della Borsa sull’isola di Slotsholmen, realizzata nell’eclettico stile rinascimentale olandese.

L’elemento distintivo è la Guglia del Drago dalle quattro code intrecciate che svetta al centro del lungo corpo in mattoni, sfiorando quasi i 60m di altezza. Alla base trovano posto delle aperture atte un tempo a ospitare le bancarelle dei mercanti, mentre gli ambienti superiori sono scanditi ritmicamente dal ricco alternarsi di timpani, volute, finestre, cariatidi e telamoni. Uno stile architettonico simile si può ritrovare nel Rosenborg Slot.

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